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mercoledì
lug242013

Vine e i brand: come NON utilizzare il servizio video di Twitter

Sono passati esattamente sei mesi dal debutto di Vine, la piattaforma di Twitter che consente la pubblicazione di brevi video della durata di 6 secondi. Dal 24 Gennaio ad oggi, molte aziende hanno sperimentato nuovi modi di comunicare attraverso il servizio, dimostrando che anche in pochi secondi è possibile raccontare una storia legata al proprio brand 

In questi mesi Vine è riuscito a raggiungere una buona popolarità, tanto da spingere Instagram ad introdurre la possibilità di realizzare video di 15 secondi, modificabili con appositi filtri. Una mossa che, nonostante abbia creato qualche problema alla crescita della base utenti di Vine, non ha intaccato l’interesse delle aziende per questo servizio. 

Dopo questi mesi di sperimentazioni da parte dei brand vi raccontiamo in due post, uno oggi e l’altro tra due settimane, quali sono le cose che funzionano e quelle che invece è meglio evitare per avere successo su Vine. 

Quello che NON funziona su Vine

  • Essere su Vine perchè è “di moda”
    Quando esce una nuova piattaforma social, spesso le aziende decidono di esserci solo perchè è la moda del momento, senza riflettere sulla reale necessità di aggiungere un nuovo canale al loro Social Media Marketing. Aprire un profilo su Vine e caricare video senza capire se e in che modo potrebbero essere realizzati in maniera interessante e accattivante, è il primo passo verso uno scarso successo. 
  • Comprimere in 6 secondi concept pensati per video più lunghi 
    Ogni canale social ha una propria “grammatica”: cercare di adattare forzosamente a Vine un’idea nata per un’altra piattaforma porta alla creazione di contenuti poco fruibili che confondono gli utenti. GAP, ad esempio, ha voluto rappresentare l’evoluzione di 40 anni di etichette di jeans in 6 secondi.



Una selezione di jeans più piccola, oppure la proposizione di questo concept su canali differenti (Instagram o Youtube) avrebbe reso meglio l’idea alla base del video.

  • Caricare video che non abbiano UNO scopo preciso 
    Il dono della sintesi è raro, ma i brand che hanno intenzione di comunicare su Vine devono possederlo. Con soli 6 secondi a disposizione è importante stabilire con precisione il motivo per cui si sta creando il video e comunicarne il concept in modo semplice, creando una struttura narrativa che abbia un inizio, una parte centrale e una fine. Aggiungere delle descrizioni testuali e sfruttare l’audio può sicuramente aiutare.

Per ora è tutto, appuntamento tra due settimane con le best practice per avere successo su Vine!

Giorgio Massaro

 

mercoledì
lug172013

e-Reputation Manager: la nuova professione del web

Il web, grazie alla sua continua evoluzione, ha creato nuovi business e aperto le porte a nuove figure professionali, sempre in aumento.

I social network, infatti, hanno cambiato il modo di comunicare delle aziende, rendendo necessaria l’esigenza di fare ordine nel mare magnum dei social media e favorendo così la nascita di nuove figure professionali: Social Media Specialist/Strategist/Manager. Il loro compito è quello di definire e gestire la presenza online di un’azienda applicando efficacemente gli strumenti del social media marketing. 

Il loro ruolo è ancor più essenziale se si pensa che i social media sono i responsabili della cosiddetta “democratizzazione” dell’informazione che ha trasformato l'utente da fruitore passivo a creatore di contenuti che esprime pensieri ed opinioni su tutto ciò che lo circonda (User Generated Content).
La conseguenza di questo fenomeno è la comprensione - da parte delle aziende - dell’esigenza di proteggere e monitorare la propria reputazione online ascoltando il web.
A svolgere questa missione è chiamato l'e-Reputation Manager.
 

Chi è?

La definizione che più spesso ricorre in rete è “il guardiano del passaparola (word of mouth)”. Più correttamente l’e-Reputation Manager è colui che si occupa e gestisce la reputazione online di un brand o azienda: analizza e fornisce un quadro completo della percezione che il web ha nei confronti di un’azienda intervenendo e influenzando la parte strategica di comunicazione. 

Cosa fa?

Principalmente risponde a 3 domande: 

Quanto se ne parla?

Dove se ne parla? 

Come se ne parla? 

Attraverso il supporto di una piattaforma tecnologica, l’ e-Reputation Manager monitora i contenuti della rete sulla base di parole chiave per comprendere i volumi (quanto), li organizza per verificarne la distribuzione sui vari canali (dove) e li analizza per assegnare il sentiment (come). L’analisi si estende anche alla valutazione della fonte, così da individuare i potenziali influencer rispetto all’universo della ricerca e fornire trend, criticità e output strategici all’interno di attività di reportistica.

Il suo ruolo è fondamentale per contestualizzare il tono dei contenuti e definire lo scenario sul quale un’azienda o un brand si muove, così da poter intervenire nella strategia di comunicazione online già in essere o futura.

Online tutti possono esprime la loro opinione: la figura dell’e-Reputation Manager è quindi diventata essenziale e primaria nella definizione degli obiettivi strategici della comunicazione in rete.

  

Myriam Palazzolo

venerdì
lug122013

I nuovi Facebook Insights

A partire dallo scorso 19 giugno, Facebook sta gradualmente rilasciando, solo per alcune pagine selezionate, una versione aggiornata degli Insights. Entro fine estate tutti gli amministratori di Pagine potranno accedere alla nuova versione.

In passato, gli Insights lasciavano molte domande senza risposta (ad. es qual è il miglior orario di pubblicazione) pertanto ci si doveva affidare a tool esterni a Facebook come Blogmeter o Socialbaker. Con questo aggiornamento, Facebook offre una rivisitazione grafica degli Insights e mette a disposizione maggiori informazioni.

La nuova dashboard è suddivisa in quattro principali sezioni:  Panoramica, Pagina, Post e Persone.
Diamo uno sguardo approfondito ad ognuna delle sezioni.

Panoramica

Questa sezione offre una sintesi delle metriche più importanti  degli ultimi sette giorni. Come per i vecchi Insights, è possibile dare uno sguardo complessivo sulle principali metriche della Pagine, come  Mi Piace, Portata Post e Coinvolgimento. Subito dopo troviamo il riepilogo dei 5 post più recenti, dove per ognuno di essi sono riportati i seguenti dettagli: 

  • tipologia di post, se si tratta di foto, video, link, etc.
  • destinatari, ovvero la visibilità del post se pubblico oppure con specifici target
  • portata, il numero di persone che hanno visto il post
  • coinvolgimento, in termini di click sul post e di like, commenti e condivisioni

Pagina

La sezione Pagina è ricca di informazioni che ci aiutano a comprendere sia com’è cresciuta la propria fan base sia come le persone si collegano alla nostra pagina. Le informazioni sono suddivise in tre parti: 

  • Mi Piace sulla Pagina, qui possiamo osservare l’andamento dei Mi Piace della pagina, capire con chiarezza quanti ne abbiamo guadagnati e quanti ne abbiamo persi e, infine, possiamo vedere da dove provengono.
  • Portata Post,  questa sezione offre uno sguardo approfondito sulla portata del contenuto e sulle azioni che ne influenzano la visibilità. In particolare troviamo: 
    • la portata dei post, ovvero il numero di persone che hanno visualizzato i post della pagina; 
    • le azioni che influenzano positivamente la portata, ovvero mi piace, commenti e condivisioni; 
    • le azioni che influenzano negativamente la portata, ovvero post nascosti o segnalati come spam e i non mi piace più;
    • la portata totale, il numero di persone che ha visualizzato le attività della nostra Pagina, inclusi post, post di altre persone, inserzioni per i "Mi piace" della Pagina, menzioni e registrazioni.
  • Visite alla Pagina, qui troviamo informazioni riguardo alle sezioni più visitate della pagina incluse le tabs. La scheda “Altre attività sulla Pagina”, invece, mostra informazioni riguardo le menzioni, i post pubblicati da altre persone sulla nostra Pagina, le registrazioni effettuate e le offerte acquistate. Infine troviamo un grafico che illustra i referral della pagina, utili a comprendere quali sono le fonti che portano traffico alla nostra pagina.

Post

In questa sezione possiamo valutare il successo dei contenuti pubblicati. Rispetto ai precedenti Insights, Facebook ha introdotto  la possibilità di conoscere quando i fan sono online, un ottimo dato per ottimizzare l’orario di pubblicazione dei nostri messaggi. Le altre informazioni che troviamo in questa sezione riguardano le statistiche relative ad ogni singolo  post pubblicato (tipologia, destinatari, portata e coinvolgimento) e la tipologia di post ottimali, utile per comprendere quali sono i formati (foto, video, link, etc.) che ottengono più successo. Un’altra novità è rappresentata dal post score card, una scheda che riassume le metriche positive e negative del singolo post (like, commenti, share, visualizzazioni foto/video, il numero di click sui link, i post nascosti e quelli segnalati come spam). 

Persone

Questa sezione consente di confrontare i dati demografici delle persone che hanno messo Mi Piace alla Pagina con i dati demografici della popolazione di Facebook. I dati sono suddivisi in tre parti:

  • I tuoi fan, sezione che mostra informazioni di base che includono età, genere, provenienza geografica e lingua;
  • Persone raggiunte, persone che hanno visto i nostri contenuti confrontati con le demografiche dei nostri fan
  • Persone coinvolte, qui troviamo i dati delle persone che hanno interagito con i nostri contenuti confrontati con quelle dei nostri fan

Le novità introdotte da Facebook, oltre ad offrire una maggiore chiarezza delle informazioni, consentiranno ai gestori delle pagine di comprendere meglio il comportamento dei fan e creare contenuti sempre più stimolanti.

Cosa ne pensate? Avete già testato i nuovi Insights? 

Alex Tortorelli

martedì
lug092013

L’importanza di essere visual secondo Facebook

Dall’introduzione della timeline su Facebook, che ha rivoluzionato il modo di usare il social network più famoso al mondo, ne è passata di acqua sotto i ponti. E da allora è stato un susseguirsi quasi continuo di piccole e grandi innovazioni.

Il trait d’union di buona parte di queste novità risultava ben chiaro anche ai più distratti: più importanza alla comunicazione visual, soprattutto alle foto, chiaramente la tipologia di contenuto più accattivante, più coinvolgente e più d’impatto per gli utenti. E, conseguentemente, con più potenzialità commerciali, che poi rappresenta il vero obiettivo di Zuckerberg & co.

Era evidente già dall’introduzione di un format come quello della timeline - o diario che dir si voglia - dove le immagini hanno grande risalto.

Venne quasi da sé poi la successiva facilitazione per l’upload delle foto sul proprio diario, ovvero la funzione drag and drop che permetteva di condividere rapidamente le proprie pics semplicemente trascinandole nel riquadro del post.

Ma l’importanza di comunicare visivamente le proprie emozioni non si ferma certamente ai propri post, e qui arriviamo alle più recenti novità.

Quante volte ci siamo trovati a commentare lo status update di un nostro amico e, di fronte all’intenzione di mettere una foto, siamo stati costretti a inserirne solamente il link, confidando unicamente nell’impatto dell’anteprima di Facebook? Ora non più, dopo l’introduzione della funzione di upload delle foto anche nei commenti.

 

Un’altra novità in questa direzione riguarda invece i link: se non vi piace l’anteprima automatica – fondamentale nel presentare questo tipo di contenuto al vostro pubblico - potete sempre caricarne una a vostra scelta (cosa che prima era possibile solo usando dei tool di content management). Basta cliccare su “carica immagine”, ovviamente dopo aver inserito il link del video nel riquadro di pubblicazione degli status update.

 

Ma questa “deriva” visual facebookiana non tocca solo la pubblicazione di contenuti, bensì anche la forma di comunicazione più rapida e immediata presente sul social di Palo Alto: la chat. E qui c’è pane per i denti dei tanti nostalgici che hanno assistito con una lacrimuccia alla chiusura di Msn Messenger – storico tool per la chat sul Web, usato da milioni di persone prima dello strapotere dei social network odierni. Sì, perché l’introduzione degli stickers nella chat di Facebook – in pratica delle emoticon più grandi e un più simpatiche di quelle tradizionali – ricorda molto le gif animate di Msn Messenger, che rendevano più colorata e originale ogni conversazione.

 

Abbiamo parlato di “deriva” non a caso, perché con l’acquisto di Instagram avvenuto un anno fa, sembrava evidente che la “marea” di Facebook puntasse decisa ad estendersi ad altri lidi, alla conquista del mercato mobile. E che per farlo volesse servirsi proprio della potenza comunicativa delle immagini. Sia statiche, che in movimento come quelle dei video. E la possibilità di inserire brevi video – durata massima: 15 secondi – anche in un social fino a poco fa prettamente fotografico come Instagram, può essere tranquillamente vista come un’ulteriore mossa sulla medesima scacchiera.

 

Si dice che un’immagine valga più di mille parole. Mark Zuckerberg e il suo team sembrano essere decisamente d’accordo.

 

 Fabrizio Depaolantoni

mercoledì
lug032013

Chiude Google Reader: ecco come salvare i vostri Feed

Se ne parlava da mesi...

                   

... è successo da giorni: il Google Reader è stato “interrotto”.

Numerosi sono i post pubblicati sull’argomento da quando, il 13 marzo 2013, Google ha annunciato al mondo la decisione di chiudere il proprio aggregatore di feed RSS.
A nulla sono servite le proteste da parte degli affezionati e nessun risultato è stato ottenuto dalla petizione Google: Keep Google Reader Running, che ha raggiunto 153.706 sostenitori.

Anche se ormai non possiamo più avere il nostro Google Reader, qualcosa di lui ci resta:
c’è tempo fino al 15 luglio per salvare i feed raccolti nel corso degli anni.
Attraverso Google Takeout, è possibile effettuare il backup dei dati selezionando prima “Google Reader” e poi “crea archivio”. Nel backup (un file .zip) troviamo le sottoscrizioni in formato XML e queste possono essere importate seguendo le istruzioni dei singoli aggregatori di Feed.

L’unica cosa da fare, per sopravvivere a questa scomparsa, è quella di cercare valide alternative. Ormai in molti hanno già scelto il successore del proprio Google Reader, ma per avere le idee chiare si possono utilizzare più aggregatori simultaneamente per capire con quale ci sentiamo più in empatia.

Tra gli aggregatori di feed gratuiti attualmente disponibili sul web, vi segnaliamo:

  • Feedly: risponde in pieno alle esigenze degli utenti con un efficiente sistema di Cloud, l’importazione diretta dei dati da Google Reader e la disponibilità di versione mobile sia per iOs che Android.
  • The Old Reader: consente di effettuare ricerche interne (ma solo per i titoli).  Da segnalare l’assenza di app mobile.
  • Digg Reader:  tra le caratteristiche: l’importazione automatica, la versione mobile per dispositivi iOS (ad agosto versione per Android) e una sezione Popular con “popularity ranking” delle notizie.
  • Reeder: disponibile su App Store, consente il supporto a diversi servizi di condivisioni esterni (Readability, Instapaper, Pocket, Evernote, Pinboard, Twitter e altri).

Fate la vostra scelta e... Bye Bye Mister Reader.

Antonella Miano