Ricerca nel sito
Seguici su Twitter

Entries in online reputation (2)

mercoledì
set182013

Social recruiting: cos'è e come funziona

I social media hanno rivoluzionato radicalmente l’approccio a Internet degli utenti che, nel giro di poco meno di un decennio, hanno reso pubbliche le loro informazioni personali, postando immagini e preferenze sui principali social network. Chi non ha mai pubblicato uno status su Facebook, o commentato uno show tv su Twitter? Poco male se queste informazioni rimanessero nella cerchia degli amici e conoscenti, che potrebbero commentare le foto più imbarazzanti con una dissacrante risata. Purtroppo, però, non sono insoliti i casi in cui per un errore di valutazione si cade in un fail che mina la nostra reputazione online tanto quanto quella offline.

La reputazione online non è un concetto astratto riservato alle aziende che utilizzano i social network per accrescere la brand awarness, posizionarsi rispetto ai competitor e stimolare il passaparola. La reputazione online interessa tutti. Ogni utente costruisce la propria dal momento in cui diviene attivo sui canali social (Facebook, Twitter e Linkedin sono i principali). E il settore delle Human Resources, (HR), ricerca e selezione del personale, se ne è accorto. 

Il web 2.0 ha trasformato il recruitment da un modello tradizionale, basato sulla pubblicazione degli annunci sui portali specifici, a un modello social, fondato sul reclutamento dei candidati attraverso i social network. Si parla così di social recruitment. I canali più utilizzati dalle aziende sono Linkedin e Facebook, e tra i criteri seguiti dai selezionatori per valutare i profili online i più importanti sono l’accuratezza e l'aggiornamento dei profili, oltre ai commenti e alle referenze rintracciabili postate da altre persone. 

Chi utilizza i social network per cercare lavoro deve rispettare delle regole “non scritte” ad esempio, vanno monitorati i contenuti associati al proprio nome, si deve promuovere la propria immagine professionale e creare un network di contatti rilevanti - ma attenzione a connettersi a caso alle persone suggerite da Linkedin - e tutelare la propria privacy e credibilità online

Un atteggiamento che si sta facendo strada nel percorso di selezione è quello di prendere in esame i comportamenti social dei candidati, valutando i tweet postati su Twitter e le preferenze espresse su Facebook, insieme a tutto ciò che è pubblico (foto, status, ecc.). Mentre su Twitter non si può scegliere di rendere privati i singoli tweet, su Facebook si può decidere quali contenuti rendere pubblici assegnando diversi livelli di privacy e, utilizzando l’icona ingranaggio, visualizzare il proprio profilo come un utente che non è nostro amico”. 

 

Proteggere la nostra reputazione online è necessario per tutelare la privacy e il posto di lavoro e creare una rete di relazioni salda che possa tornarci utile nel momento del bisogno perché come dice David Manaster, CEO di ERE Media Inc, “It’s too late when you need a job now”.

Monica Pesaresi

mercoledì
lug172013

e-Reputation Manager: la nuova professione del web

Il web, grazie alla sua continua evoluzione, ha creato nuovi business e aperto le porte a nuove figure professionali, sempre in aumento.

I social network, infatti, hanno cambiato il modo di comunicare delle aziende, rendendo necessaria l’esigenza di fare ordine nel mare magnum dei social media e favorendo così la nascita di nuove figure professionali: Social Media Specialist/Strategist/Manager. Il loro compito è quello di definire e gestire la presenza online di un’azienda applicando efficacemente gli strumenti del social media marketing. 

Il loro ruolo è ancor più essenziale se si pensa che i social media sono i responsabili della cosiddetta “democratizzazione” dell’informazione che ha trasformato l'utente da fruitore passivo a creatore di contenuti che esprime pensieri ed opinioni su tutto ciò che lo circonda (User Generated Content).
La conseguenza di questo fenomeno è la comprensione - da parte delle aziende - dell’esigenza di proteggere e monitorare la propria reputazione online ascoltando il web.
A svolgere questa missione è chiamato l'e-Reputation Manager.
 

Chi è?

La definizione che più spesso ricorre in rete è “il guardiano del passaparola (word of mouth)”. Più correttamente l’e-Reputation Manager è colui che si occupa e gestisce la reputazione online di un brand o azienda: analizza e fornisce un quadro completo della percezione che il web ha nei confronti di un’azienda intervenendo e influenzando la parte strategica di comunicazione. 

Cosa fa?

Principalmente risponde a 3 domande: 

Quanto se ne parla?

Dove se ne parla? 

Come se ne parla? 

Attraverso il supporto di una piattaforma tecnologica, l’ e-Reputation Manager monitora i contenuti della rete sulla base di parole chiave per comprendere i volumi (quanto), li organizza per verificarne la distribuzione sui vari canali (dove) e li analizza per assegnare il sentiment (come). L’analisi si estende anche alla valutazione della fonte, così da individuare i potenziali influencer rispetto all’universo della ricerca e fornire trend, criticità e output strategici all’interno di attività di reportistica.

Il suo ruolo è fondamentale per contestualizzare il tono dei contenuti e definire lo scenario sul quale un’azienda o un brand si muove, così da poter intervenire nella strategia di comunicazione online già in essere o futura.

Online tutti possono esprime la loro opinione: la figura dell’e-Reputation Manager è quindi diventata essenziale e primaria nella definizione degli obiettivi strategici della comunicazione in rete.

  

Myriam Palazzolo