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martedì
lug302013

Vine e i brand: le best practice per utilizzarlo al meglio

Due settimane fa vi abbiamo raccontato i comportamenti che i brand dovrebbero evitare per avere successo su Vine. Oggi concludiamo il discorso presentandovi alcune best practice di aziende che lo stanno utilizzando al meglio.

 Quello che funziona su Vine

  • Far vedere ai follower una piccola preview di prodotti, eventi etc.
    I 6 secondi di Vine si prestano molto bene a “far venire l’acquolina in bocca” ai follower: visualizzare in modo divertente e accattivante una piccola anteprima di un prodotto o il backstage di un evento in preparazione è uno dei modi migliori per attirare l’attenzione e stimolare l’engagement. Ne è un esempio People Magazine, che in questo Vine ha svelato una piccola parte del numero che i lettori avrebbero poi trovato in edicola.


 

  • Raccontare argomenti difficili o noiosi in modo divertente
    Utilizzare i video di Vine in chiave ludica è una strategia molto efficace per comunicare temi o argomenti che normalmente potrebbero interessare poco il grande pubblico. General Electric ha stabilito una forte presenza su Vine, realizzando video in grado di raccontare la complessità in modo semplice e divertente.  

 

  • Mostrare come potrebbero essere utilizzati i prodotti e pubblicare contenuti utili
    Far vedere ai propri follower come potrebbero essere utilizzati i prodotti offerti dall’azienda è uno dei modi migliori per coinvolgere le persone. Bacardi UK pubblica dei piccoli video “how-to” che spiegano come realizzare cocktail utilizzando il prodotto. 

 

Lowes, un’azienda di bricolage americana, pubblica regolarmente piccoli consigli utili per svolgere lavori in casa, fornendo contenuti utili ai suoi follower. 

 

  • Umanizzare il brand
    Utilizzare i social media per mostrare il volto umano di un brand aiuta l’azienda a costruire più facilmente conversazioni con le persone. Vine è un ottimo strumento per raggiungere questo obiettivo, come dimostrano i video di BuzzFeed e dei suoi dipendenti, alcuni a lavoro, altri impegnati in attività un po’ meno serie... 

 

Questi sono gli elementi che un brand dovrebbe tenere in considerazione per utilizzare con successo Vine. Conoscete altre strategie che funzionano? Fatecelo sapere nei commenti! 
Questo è l'ultimo post prima della pausa estiva, ci rivediamo a settembre con molte novità! 
Buone vacanze a tutti! 

 

Giorgio Massaro

martedì
lug302013

Il benvenuto di Twitter al Royal Baby

Il 22 luglio scorso l’Inghilterra ha dato il benvenuto al nuovo erede al trono, figlio dei duchi di Cambridge William e Kate. La rete non è stata da meno e ha acclamato a gran voce il piccolo George Alexander Louis dedicandogli milioni di articoli e post.

 

Oltre ad essere incuriositi dalla nascita del terzo erede in linea di successione al trono britannico, e aver scommesso sul sesso prima e sul nome poi, abbiamo voluto quantificare l’incredibile buzz generato in rete dalla buona nuova, includendo un focus volto ad identificare i canali in cui si è maggiormente parlato dell’evento più importante dell’estate 2013. 

 

Utilizzando Radian6, il tool di monitoraggio leader a livello mondiale, abbiamo impostato due semplici query di ricerca: royal baby e l’hashtag #royalbaby

Il numero di contenuti forniti da Radian6 è incredibile: nella sola settimana dal 21 al 27 luglio in rete sono stati pubblicati 4.360.410 (quattromilionietrecentosessantamila!) fra tweet, articoli e post. 

Il dato più interessante si rivela essere la suddivisione in canali, che evidenzia come la maggior parte dei contenuti provenga da Twitter (4.020.057 in totale). In tutto il mondo gli utenti hanno twittato e commentato real time le notizie date dai media internazionali appostati davanti all’ospedale St. Mary di Londra. 

 

Il trend illustra il dettaglio dei tweet: il picco principale si registra il giorno della nascita del piccolo George, lunedì 22 luglio alle 18.00, in cui si contano ben 1.229.473 contenuti.

 

Su Twitter gli utenti si sono congratulati con i duchi, lamentati dell’eccessiva attenzione mediatica televisiva e soprattutto si sono scambiati vignette e foto ironiche sulla nuova famiglia reale. 

Fin dalle prime notizie del ricovero di Kate Middleton alla clinica St. Mary, in rete si sono scatenate le prime immagini ironiche, che hanno avuto il loro apice martedì 23 luglio, giorno in cui i duchi di Cambridge hanno lasciato l’ospedale. 

 

In Italia si è parlato del Royal Baby in 48.501 articoli: in linea con il resto del mondo, Twitter si rivela il canale più utilizzato anche dagli utenti italiani. L’account più retweettato è stato S (@youmakemesing_) con il tweet “Se la regina Elisabetta non si affaccia dal balcone dell’ospedale e alza il royal baby stile Il Re Leone mi offendo seriamente.” Retweettato ben 2.525 volte. 

 

Nell’ultima settimana il buzz riferito al Royal Baby si è stabilizzato, ma si attendono le foto ufficiali che dovranno essere pubblicate a giorni. Nel frattempo le maggiori testate internazionali pubblicano le immagini del principe George da adolescente. Il trend di questa estate sarà sicuramente il Royal Baby. 

Monica Pesaresi 

mercoledì
lug242013

Vine e i brand: come NON utilizzare il servizio video di Twitter

Sono passati esattamente sei mesi dal debutto di Vine, la piattaforma di Twitter che consente la pubblicazione di brevi video della durata di 6 secondi. Dal 24 Gennaio ad oggi, molte aziende hanno sperimentato nuovi modi di comunicare attraverso il servizio, dimostrando che anche in pochi secondi è possibile raccontare una storia legata al proprio brand 

In questi mesi Vine è riuscito a raggiungere una buona popolarità, tanto da spingere Instagram ad introdurre la possibilità di realizzare video di 15 secondi, modificabili con appositi filtri. Una mossa che, nonostante abbia creato qualche problema alla crescita della base utenti di Vine, non ha intaccato l’interesse delle aziende per questo servizio. 

Dopo questi mesi di sperimentazioni da parte dei brand vi raccontiamo in due post, uno oggi e l’altro tra due settimane, quali sono le cose che funzionano e quelle che invece è meglio evitare per avere successo su Vine. 

Quello che NON funziona su Vine

  • Essere su Vine perchè è “di moda”
    Quando esce una nuova piattaforma social, spesso le aziende decidono di esserci solo perchè è la moda del momento, senza riflettere sulla reale necessità di aggiungere un nuovo canale al loro Social Media Marketing. Aprire un profilo su Vine e caricare video senza capire se e in che modo potrebbero essere realizzati in maniera interessante e accattivante, è il primo passo verso uno scarso successo. 
  • Comprimere in 6 secondi concept pensati per video più lunghi 
    Ogni canale social ha una propria “grammatica”: cercare di adattare forzosamente a Vine un’idea nata per un’altra piattaforma porta alla creazione di contenuti poco fruibili che confondono gli utenti. GAP, ad esempio, ha voluto rappresentare l’evoluzione di 40 anni di etichette di jeans in 6 secondi.



Una selezione di jeans più piccola, oppure la proposizione di questo concept su canali differenti (Instagram o Youtube) avrebbe reso meglio l’idea alla base del video.

  • Caricare video che non abbiano UNO scopo preciso 
    Il dono della sintesi è raro, ma i brand che hanno intenzione di comunicare su Vine devono possederlo. Con soli 6 secondi a disposizione è importante stabilire con precisione il motivo per cui si sta creando il video e comunicarne il concept in modo semplice, creando una struttura narrativa che abbia un inizio, una parte centrale e una fine. Aggiungere delle descrizioni testuali e sfruttare l’audio può sicuramente aiutare.

Per ora è tutto, appuntamento tra due settimane con le best practice per avere successo su Vine!

Giorgio Massaro